I cuori delle persone vengono uniti ancora piú intimamente dalle ferite. Sofferenza con sofferenza. Fragilità con fragilità. Non c’è pace esente da grida di dolore, non c’è perdono senza sangue sparso sul terreno, non c’è accettazione che non nasca da una perdita. Perché alla radice della vera armonia ci sono dolore, sangue e perdite.

Haruki Murakami - L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio


In provincia di Varese c’è un ancora poco conosciuto museo-parco del Volo, Volandia, che colpevolmente ho visitato solo ieri. Fa la felicità di bambini e appassionati di volo, con esemplari di aerei ed elicotteri di ogni tipo. Alcuni aerei sono esposti normalmente negli hangar, altri hanno proprio dei veri e propri set, che li contestualizzano e rendono la visita pù suggestiva. Si passa dal volo in mongolfiera all’aviazione militare, includendo quella civile, commerciale fino al volo nello spazio. Non manca l’interattività, con simulatori di volo, planetario, ologramma dello Shuttle e altro ancora. 
Meravigliosa anche la location, nata dalla riqualificazione delle Officine Aeronautiche Caproni. Che il museo sia a Varese non è un caso, perché tra Aermacchi e Agusta Westland qui è da sempre area d’eccellenza nel settore dell’aviazione. Ed è proprio da queste aziende che arrivano gli esemplari più belli. 
Bella anche la nuova area dedicata allo spazio dove, tra l’altro, potrete trovare anche Casper, copia del modulo di comando dell’Apollo 16. Il museo si raggiunge facilmente con il Malpensa Express e copre facilmente qualche ora di visita. C’è un padiglione dedicato esclusivamente ai bambini, che li terrà impegnati anche qualche ora in più. È accessibile ai portatori d’handicap e include un bar e uno shop (quest’ultimo, purtroppo, ha prezzi quasi proibitivi). Obbligatorio il passaggio se avete bambini, saprà incuriosire anche i grandi.
Notizia di questi giorni è che, in futuro, includerà anche il museo dei trasporti Ogliari, un museo dei treni che avrò visitato decine di volte nella mia infanzia, e che spero abbia giustizia e riqualificazione in questa nuova location.

In provincia di Varese c’è un ancora poco conosciuto museo-parco del Volo, Volandia, che colpevolmente ho visitato solo ieri. Fa la felicità di bambini e appassionati di volo, con esemplari di aerei ed elicotteri di ogni tipo. Alcuni aerei sono esposti normalmente negli hangar, altri hanno proprio dei veri e propri set, che li contestualizzano e rendono la visita pù suggestiva. Si passa dal volo in mongolfiera all’aviazione militare, includendo quella civile, commerciale fino al volo nello spazio. Non manca l’interattività, con simulatori di volo, planetario, ologramma dello Shuttle e altro ancora. 

Meravigliosa anche la location, nata dalla riqualificazione delle Officine Aeronautiche Caproni. Che il museo sia a Varese non è un caso, perché tra Aermacchi e Agusta Westland qui è da sempre area d’eccellenza nel settore dell’aviazione. Ed è proprio da queste aziende che arrivano gli esemplari più belli.

Bella anche la nuova area dedicata allo spazio dove, tra l’altro, potrete trovare anche Casper, copia del modulo di comando dell’Apollo 16. Il museo si raggiunge facilmente con il Malpensa Express e copre facilmente qualche ora di visita. C’è un padiglione dedicato esclusivamente ai bambini, che li terrà impegnati anche qualche ora in più. È accessibile ai portatori d’handicap e include un bar e uno shop (quest’ultimo, purtroppo, ha prezzi quasi proibitivi). Obbligatorio il passaggio se avete bambini, saprà incuriosire anche i grandi.

Notizia di questi giorni è che, in futuro, includerà anche il museo dei trasporti Ogliari, un museo dei treni che avrò visitato decine di volte nella mia infanzia, e che spero abbia giustizia e riqualificazione in questa nuova location.

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Foursquare cambia tutto, nuovo logo e nuova app
Foursquare svela la nuova app e diventa definitivamente un motore di raccomandazione per locali e attività commerciali. I check-in rimarranno confinati solo nell’altra app di casa: Swarm.

Foursquare cambia definitivamente: non più check-in ma raccomandazioni personalizzate su dove andare a mangiare o bere nelle nostre vicinanze o quando visitiamo una nuova città o quartiere. Il social network era nato come servizio per condividere con i propri amici le proprie “uscite”, ma con il passare del tempo la componente di raccomandazione, basata proprio sull’intricato social graph di check-in, recensioni e locali preferiti, ha preso sempre più spazio fino alla decisione di esportare il meccanismo del check-in in un’app apposita lanciata poco tempo fa, Swarm. 

Ora questo passaggio a Swarm diventa definitivo per tutti gli utenti e l’app Foursquare cambierà completamente per diventare essenzialmente una guida turistica cucita addosso ai nostri gusti personali.

La nuova app, la cui data di rilascio non è ancora stata annunciata, ci dirà qual è il ristorante che potrebbe piacerci maggiormente nelle vicinanze, il bar che fa per noi e così via, il tutto sulla base dei dati raccolti negli anni dai 50.000.000 di utenti di Foursquare. Chiaramente con la nuova app sarà ancora possibile recensire nuovi locali, creare liste di preferiti, lasciare consigli e per i nuovi utenti aggiungere le proprie preferenze per alimentare e perfezionare di continuo il motore di raccomandazione. Sarà davvero la guida definitiva?

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Foursquare cambia tutto, nuovo logo e nuova app

Foursquare svela la nuova app e diventa definitivamente un motore di raccomandazione per locali e attività commerciali. I check-in rimarranno confinati solo nell’altra app di casa: Swarm.

Foursquare cambia definitivamente: non più check-in ma raccomandazioni personalizzate su dove andare a mangiare o bere nelle nostre vicinanze o quando visitiamo una nuova città o quartiere. Il social network era nato come servizio per condividere con i propri amici le proprie “uscite”, ma con il passare del tempo la componente di raccomandazione, basata proprio sull’intricato social graph di check-in, recensioni e locali preferiti, ha preso sempre più spazio fino alla decisione di esportare il meccanismo del check-in in un’app apposita lanciata poco tempo fa, Swarm. 

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Ora questo passaggio a Swarm diventa definitivo per tutti gli utenti e l’app Foursquare cambierà completamente per diventare essenzialmente una guida turistica cucita addosso ai nostri gusti personali.

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La nuova app, la cui data di rilascio non è ancora stata annunciata, ci dirà qual è il ristorante che potrebbe piacerci maggiormente nelle vicinanze, il bar che fa per noi e così via, il tutto sulla base dei dati raccolti negli anni dai 50.000.000 di utenti di Foursquare. Chiaramente con la nuova app sarà ancora possibile recensire nuovi locali, creare liste di preferiti, lasciare consigli e per i nuovi utenti aggiungere le proprie preferenze per alimentare e perfezionare di continuo il motore di raccomandazione. Sarà davvero la guida definitiva?

Aspettando Yosemite (fine ottobre) e i nuovi Mac


Secondo Mark Gourman di 9to5mac, Yosemite (nuovo sistema operativo Apple, successore di Mavericks) sarà disponibile alla fine di ottobre, e questa non è una sorpresa. 

Pare anche che Apple sia al lavoro su due nuove linee Macintosh. La prima riguarderebbe un MacBook da 12 pollici più sottile con display Retina, che potrebbe essere commercializzato come un MacBook Pro o Air, indifferentemente, o come un Macbook di nuovo tipo. Di un MacBook Air 12 pollici con display Retina si parla già da molto tempo.

La seconda un iMac (o anche un display autonomo) con una risoluzione di 4K. Mac a risoluzione più alta sarebbero un ottimo veicolo promozionale per i nuovi elementi grafici di Yosemite. 

Apple sarebbe al lavoro anche su aggiornamenti di iMovie e Final Cut Pro. 

Se volete qualche anticipazione su Yosemite, o dovete ancora passare a Mac, vi ricordo che ii mio manuale è disponibile nelle migliori librerie ;-)

Hello Kitty: 40 anni di tenerezza in vendita

In questi giorni a Giffoni si festeggiano anche i 40 anni della gattina più amata e odiata del web: la gattina muta, senza bocca (ma con le tasche piene): Hello Kitty. Le cose non vanno bene come una volta: secondo il NY Times le vendite di prodotti marchiati Hello Kitty sarebbero meno floride rispetto al passato e Sanrio (società che l’ha creata) starebbe cercando disperatamente un personaggio successore, passando di flop in flop. 

Ma quest’anno si festeggia e questo, con probabilità, darà ossigeno a Kitty. Il primo prodotto su cui è apparsa è stato un portamonete in vendita dal 1974, e da allora Hello Kitty è diventato un fenomeno pop studiato in saggi di sociologia, venduto in qualunque settore commerciale e parodizzato senza sosta. Fino al peggior singolo della storia di Avril Lavigne, questo va ammesso. 

La Sanrio è un’azienda specializzata nella vendita di prodotti con marchi-personaggio. Tra i suoi personaggi più celebri, oltre a Hello Kitty, ci sono Chococat, Badtz Maru, My Melody, Keroppi e tanti altri, ma Kitty è indubbiamente la più celebre. A differenza di marchi americani come Disney, Sanrio non parte da un personaggio con una vera storia o dei cartoon per poi realizzare gadget, ma mette subito il personaggio su dei gadget, senza una storia reale, che arriverà se mai più avanti in caso di particolare successo. A disegnare Kitty fu la giovane designer Yuko Shimizu che, a due anni dall’aver creato Kitty per Sanrio, ha abbandonato l’azienda per farsi una famiglia (e diventare una free-lance): ironicamente, proprio in quel periodo, Sanrio stava iniziando ad incassare i primi successi economici grazie al suo disegno. 

A differenza dei personaggi dei marchi americani, che cambiano poche volte nel corso degli anni, il design di Hello Kitty è cambiato costantemente nel tempo: ogni anno viene scelto un tema, a volte più fiabesco altre più moderno, a volte più bidimensionale altre più sfumato, allo scopo di creare linee di prodotto sempre diverse e contemporanee. 

Da 1974 Hello Kitty ha avuto fasi fortunate e meno fortunate, con picchi negli anni ’90 e una vera ri-esplosione nei primi anni 2000, quando le star di Hollywood non disdegnavano una maglietta con la gatta Sanrio.

Hello Kitty è la commercializzazione più riuscita in occidente dello stile estetico “kawaii”, grossolanamente traducibile come “tenero”. Sanrio, e in particolare il suo fondatodate Shintaro Tsuji, aveva capito che la tenerezza poteva essere un bene commercializzabile, non solo ai bambini ma anche agli adulti. È un fenomeno diffuso in Giappone, ma Sanrio è riuscita a commercializzarlo e renderlo disponibile in tutto il mondo occidentale. Proprio per la sua popolarità in occidente, forse, non incontra più i favori dei veri appassionati di cultura orientale e kawaii “hardcore”. 

Oltre che su prodotti realizzati da Sanrio in prima persona, il personaggio è stato dato anche in licenza a terze parti, con un royalty variabile tra il 3 e il 10%. Questo consente di avere oltre 22.000 prodotti con la faccia di Hello Kitty sul mercato, dai vestiti ai tostapane, dai cellulari alle auto. Ogni mese Sanrio ha anche l’abitudine di ritirare 600 prodotti con il marchio Hello Kitty sostituendoli con altri 600, creando un mercato sostanzialmente infinito. 

Oggi Sanrio ha un team di 30 designer alla ricerca del successore di Hello Kitty. Il prossimo dovrà avere una bocca: pare infatti che Kitty, senza bocca appunto, sia poco adattabile ai media più moderni, come i cartoon e i videogiochi. Tanto che il cartoon di Hello Kitty, parlante, non fece la felicità dei fan. Ma oggi si festeggia, che vi piaccia o meno, i 40 anni di un simbolo globale. 

Se volete saperne di più, su Amazon trovate un interessante saggio dedicato a Hello Kitty, “The remarkable story of Sanrio and the Billion Dollar Feline Phenomenon”