Hello Kitty: 40 anni di tenerezza in vendita

In questi giorni a Giffoni si festeggiano anche i 40 anni della gattina più amata e odiata del web: la gattina muta, senza bocca (ma con le tasche piene): Hello Kitty. Le cose non vanno bene come una volta: secondo il NY Times le vendite di prodotti marchiati Hello Kitty sarebbero meno floride rispetto al passato e Sanrio (società che l’ha creata) starebbe cercando disperatamente un personaggio successore, passando di flop in flop. 

Ma quest’anno si festeggia e questo, con probabilità, darà ossigeno a Kitty. Il primo prodotto su cui è apparsa è stato un portamonete in vendita dal 1974, e da allora Hello Kitty è diventato un fenomeno pop studiato in saggi di sociologia, venduto in qualunque settore commerciale e parodizzato senza sosta. Fino al peggior singolo della storia di Avril Lavigne, questo va ammesso. 

La Sanrio è un’azienda specializzata nella vendita di prodotti con marchi-personaggio. Tra i suoi personaggi più celebri, oltre a Hello Kitty, ci sono Chococat, Badtz Maru, My Melody, Keroppi e tanti altri, ma Kitty è indubbiamente la più celebre. A differenza di marchi americani come Disney, Sanrio non parte da un personaggio con una vera storia o dei cartoon per poi realizzare gadget, ma mette subito il personaggio su dei gadget, senza una storia reale, che arriverà se mai più avanti in caso di particolare successo. A disegnare Kitty fu la giovane designer Yuko Shimizu che, a due anni dall’aver creato Kitty per Sanrio, ha abbandonato l’azienda per farsi una famiglia (e diventare una free-lance): ironicamente, proprio in quel periodo, Sanrio stava iniziando ad incassare i primi successi economici grazie al suo disegno. 

A differenza dei personaggi dei marchi americani, che cambiano poche volte nel corso degli anni, il design di Hello Kitty è cambiato costantemente nel tempo: ogni anno viene scelto un tema, a volte più fiabesco altre più moderno, a volte più bidimensionale altre più sfumato, allo scopo di creare linee di prodotto sempre diverse e contemporanee. 

Da 1974 Hello Kitty ha avuto fasi fortunate e meno fortunate, con picchi negli anni ’90 e una vera ri-esplosione nei primi anni 2000, quando le star di Hollywood non disdegnavano una maglietta con la gatta Sanrio.

Hello Kitty è la commercializzazione più riuscita in occidente dello stile estetico “kawaii”, grossolanamente traducibile come “tenero”. Sanrio, e in particolare il suo fondatodate Shintaro Tsuji, aveva capito che la tenerezza poteva essere un bene commercializzabile, non solo ai bambini ma anche agli adulti. È un fenomeno diffuso in Giappone, ma Sanrio è riuscita a commercializzarlo e renderlo disponibile in tutto il mondo occidentale. Proprio per la sua popolarità in occidente, forse, non incontra più i favori dei veri appassionati di cultura orientale e kawaii “hardcore”. 

Oltre che su prodotti realizzati da Sanrio in prima persona, il personaggio è stato dato anche in licenza a terze parti, con un royalty variabile tra il 3 e il 10%. Questo consente di avere oltre 22.000 prodotti con la faccia di Hello Kitty sul mercato, dai vestiti ai tostapane, dai cellulari alle auto. Ogni mese Sanrio ha anche l’abitudine di ritirare 600 prodotti con il marchio Hello Kitty sostituendoli con altri 600, creando un mercato sostanzialmente infinito. 

Oggi Sanrio ha un team di 30 designer alla ricerca del successore di Hello Kitty. Il prossimo dovrà avere una bocca: pare infatti che Kitty, senza bocca appunto, sia poco adattabile ai media più moderni, come i cartoon e i videogiochi. Tanto che il cartoon di Hello Kitty, parlante, non fece la felicità dei fan. Ma oggi si festeggia, che vi piaccia o meno, i 40 anni di un simbolo globale. 

Se volete saperne di più, su Amazon trovate un interessante saggio dedicato a Hello Kitty, “The remarkable story of Sanrio and the Billion Dollar Feline Phenomenon”

La Concordia contiene sostanze tossiche, e passerà in un tratto di mare protetto #Sorvegliataspeciale

Io il tragitto di Costa Concordia lo seguo anche sul sito di Greenpeace. Greenpeace e Legambiente stanno seguendo il trasferimento a Genova in prima persona, a bordo di una barca approntata per l’occasione. L’ultimo viaggio della nave da crociera include una “capatina” al Santuario dei Cetacei, un tratto di mare protetto perché ospita balenottere, capodogli e altre specie protette

La Concordia ospita ancora una grande quantità di idrocarburi e altre sostanze pericolose. Sicuramente andrà tutto per il meglio: è un’operazione delicata che ha coinvolto eccellenze italiane e internazionali. Ma un terzo occhio, un garante, non guasta.

Will Grayson, Will Grayson by John Green & David Levithan


Will Grayson, Will Grayson
by John Green & David Levithan
My rating: 4 of 5 stars

I love the way the authors have worked together on this novel: they alternated chapters, writing about two different characters called both Will Grayson. They decided that in Chapter 3 the two Will Graysons will meet, and then they joined their stories and their characters. The two Will Graysons are completely different, and after they meet they will change their lives forever.

This is a wonderful story about growing up, not the commonplace coming of age novel. It speaks about gay rights, love, depression and, most of all, friendship. I like that the story focuses more on friendship rather than love. The friendship between Will Grayson and Tiny Cooper (Tiny is the gayest character of the story, Will is straight) is a terrific friendship, deep and heart-warming.

It’s staged in an American college and describes the creation of a musical. This gave me the same feelings I had watching Glee: could be easily the script for a great Glee episode and I love this kind of context.

It’s a light novel, you’ll read it quickly (less than three days for me, and English is not my primary language) but it’s enjoyable and leaves a subtle moral message.

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Il nuovo spot Apple per il Macbook Air: tanti sticker e un inno ai fan più creativi della Mela. Ci piace un sacco.

Torno a casa ed eccola, la nuova edizione fresca di stampa di Passare a Mac. Lo trovate in tutte le librerie e negli store on-line. Io già lo amo, come tutte le mie creature ;-)

Un’infografica che a me non fa piacere vedere. La riduzione del personale nei gruppi editoriali italiani. 

Fonte: datamediahub

Come ho fatto felice un amico (con l’app di Yahoo Sport)

Oggi un amico del Camerun era sull’autobus con me, pensando alla sua squadra che stava giocando e che non poteva vedere. Gli ho passato il mio iPhone con la nuova app di Yahoo Sport, per fargli leggere la diretta. Ha sorriso tutto il tempo (non tanto per il risultato, fino ad ora…). A volte chi lavora per il web e per i servizi tecnologici si dimentica di avere un impatto così bello sulle persone, anche quando si occupa dei servizi più “stupidi”. Tanti piccoli sorrisi che ti fanno capire che stai davvero intrattenendo e ispirando le persone. Milioni di piccole soddisfazioni degli utenti che, sommate, esprimono molta più felicità dei commenti o delle statistiche. È bello farne parte.

Bom siamo a posto: la playlist degli inni mondiali

(Fonte: Spotify)

Airbnb: la rivoluzione del turismo è partita con una scatola di cereali

Se vuoi imparare qualcosa su passato, presente e futuro del mondo del turismo guarda e leggi l’intervista di Katie Couric a Brian Chesky, fondatore di Airbnb.